DOCUMENTO DELLA SEGRETERIA CIDI FOGGIA SULLA SOPPRESSIONE DELLA PROVA SCRITTA DI STORIA AGLI ESAMI DI MATURITA’

LA STORIA ALL’ESAME DI MATURITÀ: UNA IMMOTIVATA SOPPRESSIONE

Il Ministro dell’Istruzione dott. Marco Bussetti, con circolare n. 3050 del 4 ottobre 2018, sulla base del  documento di lavoro della commissione presieduta da Luca Serianni, senza che né lo stesso Ministro, né la Commissione abbiano mai consultato gli storici, gli insegnanti e gli studenti, nelle scuole e nel mondo accademico, ha inopinatamente deciso la scomparsa della tradizionale traccia di Storia dalle tipologie previste per l’esame di maturità.

Infatti, dalle prime indicazioni operative riguardanti le modifiche  all’Esame di Stato conclusivo dei percorsi di istruzione secondaria di secondo grado a.s. 2018/19, si evince che la traccia di storia non sarà più presente fra quelle che erano previste nella prima prova scritta.

La reazione immediata è stata quella di chiedersi il perché di tale decisione. Sapere,poi, che ciò  era stato determinato dal fatto che erano in pochi a sceglierla, non ha fatto altro che acuire il senso di stupore e anche di frustrazione di tutti coloro che hanno a cuore la scuola e  la qualità dell’apprendimento.

Ma perché, ci siamo chiesti,  il Ministro, invece di ragionare sui motivi per cui pochissimi studenti decidono di non affrontare la prova di storia in sede d’esame, ha deciso  di seguire un’altra strada, ossia eliminare del tutto la traccia?  Incredibile!

Lo stesso Ministro,poi,nelle sue successive precisazioni si é affrettato a correggere il tiro affermando che in realtà, ognuna delle tre tipologie previste per la prima prova potrà interessare l’ambito storico; anzi, grazie alla nuova struttura della prima prova scritta la storia potrà essere rivalutata, a differenza di quanto accadrebbe se fosse presente in una traccia a se stante. Veramente originale come spiegazione!

Comunque al di là di qualsivoglia elucubrazione sul tema; al di là di tutte le discussioni che si possono fare sulla presenza o sull’assenza della storia nei prossimi Esami di Stato, resta il fatto che se così pochi studenti si sentono attratti e interessati alla disciplina, forse sarebbe il caso di fare qualche riflessione più approfondita!

Come si insegna la storia oggi? In che modo lo studente è guidato a comprendere che, spesso, ciò che accade oggi è il risultato di qualcosa che è già accaduto in passato? In che modo lo studente si appropria di un modello di ricerca e di un metodo di studio che dia risposte ai fatti del presente?

In una società “liquida”, che ci sfugge dalle mani, bisognerebbe “rinforzare gli ormeggi”! E la storia ci può veramente aiutare in ciò.

Ogni anno ci ritroviamo a ricordare gli eventi tragici del passato: l’eccidio degli Ebrei, l’11 Settembre, per non parlare delle feste nazionali che ogni paese europeo celebra. Ebbene, quel passato che ritorna è denso di ammonimenti e di insegnamenti dei quali non possiamo fare a meno.  Ma i nostri giovani, nelle scuole, sono  “costretti” a studiare pagine e pagine di eventi, a ricordare date, nomi, luoghi  senza mettere in relazione il passato con il presente, senza riflettere che ciò che accade oggi  è il risultato di qualcosa che è già accaduto in passato. Ecco perché riteniamo che la storia sia una disciplina che ha un forte peso nella formazione morale e civile dei giovani.

Nelle Indicazioni  Nazionali per il curricolo del 1° ciclo  si legge:” Lo studio della storia… contribuisce a formare la coscienza storica dei cittadini e li motiva al senso di responsabilità nei confronti del patrimonio e dei beni comuni”. E ancora “i due poli temporali, il passato e il presente devono entrambi avere il loro giusto peso nel curricolo ed è opportuno che si richiamino continuamente”.

Certo, produrre in sede d’esame un elaborato su una traccia di storia non è facile: non si tratta solo di raccontare l’evento o il periodo storico proposto; occorre anche saperne gli antefatti, conoscere il clima che lo ha generato,conoscere i diversi punti di vista degli storici, argomentare, individuare le possibili conseguenze e ripercussioni, collegare il presente al passato o, se si vuole, contestualizzare il passato nel presente. Questo, però, non significa che la traccia di storia debba essere eliminata. Sarebbe,forse, più opportuno riflettere su come  migliorare e potenziare l’insegnamento della storia!

Qual è la preoccupazione che un tale provvedimento  ingenera in chi vede nella storia un potenziale infinito di insegnamenti ineludibili per la formazione dei giovani?

Abbiamo eliminato il latino dalla scuola secondaria di 1° grado; abbiamo ridotto la geografia nello spazio di pochissime ore settimanali (2/3 ore nel biennio o nel triennio della S.S. di 2° grado) ora riduciamo anche la storia in una posizione che è già,di fatto, marginale (2/3 ore a settimana anche nei licei)!

Se le cose stanno così, in che modo i nostri giovani saranno capaci di evitare gli errori che in passato hanno profondamente segnato le vite di chi li ha preceduti? In che modo saranno capaci di costruire una società aperta e sgombra da ideologie e pensieri totalizzanti? Con quali strumenti e con quali approcci metodologici acquisiranno le competenze necessarie ad affrontare le sfide che saranno sempre più impegnative?  Che società sarà quella che non saprà riconoscere gli insegnamenti che vengono dal passato?

Lasciamo in secondo piano la questione della traccia di storia, non più prevista agli  Esami di Sato, ma  non dimentichiamo  che la storia non può essere assolutamente marginalizzata.

 “Historia magistra vitae”, scriveva Cicerone nel De Oratore!

Alla persona attenta, sensibile  e consapevole del ruolo che  occupa nella società, non può sfuggire l’insegnamento profondo naturalmente insito nella storia.  E se è così, non è concepibile che chi ha la responsabilità dell’educazione e della formazione dei giovani faccia mancare alla propria azione un contributo così importante, così determinante per i futuri destini  dei giovani, così qualificante per il proprio ruolo di educatore, così fondante per la società.

C’è veramente di che preoccuparsi sulla deriva che ormai regna a Viale Trastevere, sperando che non si inizi con la soppressione della prova agli esami di maturità per finire alla soppressione completa dell’insegnamento di storia!!!

Foggia, 19 ottobre 2018

 

                                                                                    LA SEGRETERIA PROVINCIALE

                                                                                                     CIDI FOGGIA